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COMUNICATO STAMPA
 
S. MARIA DEGLI ANGELI, 26 maggio 2008 – Con una solenne Concelebrazione Eucaristica in Porziuncola, si è concluso il Capitolo Provinciale dei Frati Minori dell’Umbria, l’appuntamento triennale attraverso il quale i francescani si interrogano sulla propria vita interna e la loro presenza sul territorio.

44 frati - rappresentanti degli oltre 200 incorporati alla Provincia Serafica in 25 comunità che vanno da Amelia a Città di Castello - si sono riuniti per due settimane (Frascati, 6-12 aprile e Todi, 18-24 maggio) con la finalità di analizzare e progettare la propria vita e la propria missione.

Nella prima fase l’obiettivo è stato innanzitutto valutare l’attuale situazione delle comunità francescane umbre, i frutti e le problematiche legati alle diverse attività a favore della Chiesa locale e italiana, nelle terre di missione e quelle volte all’accoglienza dei tanti che, attratti da San Francesco, si recano a visitare i luoghi della sua memoria.

Ma la settimana di Frascati ha visto nella scelta del nuovo governo provinciale il suo momento più alto. Le elezioni hanno portato alla scelta di Fr. Bruno Ottavi (nato a Perugia il 22 gennaio 1954) come Ministro Provinciale e di Fr. Fabrizio Migliasso come Vicario Provinciale. Entrambi resteranno in carica per sei anni. Scelto anche il Definitorio Provinciale, con incarico triennale; il consiglio che aiuterà il Ministro nello svolgimento delle sue funzioni è composto da Fr. Francesco De Lazzari, Fr. Anselmo De Toni, Fr. Pietro Gasparri, Fr. Gianpaolo Masotti, Fr. Francesco Piloni, Fr. Marco Vianelli.

 Governo

Altettanto intensa si è rivelata la seconda fase (svoltasi a Todi). I frati capitolari si sono subito messi in ascolto della Chiesa locale, incontrando il primo giorno tre vescovi della Conferenza Episcopale Umbra (Mons. Giuseppe Chiaretti, Mons. Domenico Sorrentino, Mons. Giovanni Scanavino). Questo momento è stato importante al fine di trovare una sempre maggiore sintonia con il cammino delle otto diocesi umbre, per una reciproca collaborazione che è già in atto ma che è chiamata sempre a migliorare. Sono state ascoltate anche le altre realtà francescane legate ai Frati Minori: le sorelle Clarisse, i membri dell’Ordine Francescano Secolare e quelli della Gioventù Francescana. Infine, si è posta l’attenzione sulle tante suggestioni giunte dai frati umbri e dall’Ordine. La seconda settimana è stata così caratterizzata da una profonda riflessione sul futuro: il desiderio di qualificare la vita fraterna, lo spirito di preghiera e di essere più incisivi nell’azione pastorale (sul territorio e nelle terre di missione) hanno catalizzato l’attenzione dei capitolari. Attraverso il confronto e l’attuazione di scelte (non sempre facili e senza sofferenze), si è giunti all’elaborazione del Documento finale, cioè di un Progetto provinciale condiviso da tutti, che rappresenta in sintesi il mandato che i capitolari hanno consegnato al nuovo governo, affinché trovi le vie migliori per attuarlo.

Da sottolineare che i lavori, sebbene complessi e delicati,  si sono svolti in un clima di preghiera e di ascolto sereno e fraterno. Le giornate sono state tutte molto intense e tutti hanno avuto la possibilità di intervenire e offrire il proprio punto di vista e la propria esperienza. In particolare ciò si è realizzato attraverso la spontanea partecipazione alle cinque commissioni che si sono formate per studiare in modo più dettagliato i diversi ambiti su cui tenere l’attenzione: Vita consacrata e spirito di orazione, Vita fraterna, Formazione e studi, Evangelizzazione, Minorità, povertà, conventi e altre strutture. È questo, certamente, un bel segno di dialogo e corresponsabilità.

La chiusura del Capitolo si è svolta a S. Maria degli Angeli, presso la Domus Pacis, dove sono convenuti tutti i frati minori dell’Umbria per un’assemblea plenaria nella quale si è parlato dell’andamento dei lavori e degli orientamenti presi. Al termine i religiosi si sono recati in Porziuncola per la Celebrazione Eucaristica, proprio per rendere grazie a Dio del cammino fatto nelle due settimane di incontri e per chiedere ancora il Suo sostegno per attuare ciò che lo Spirito ha suscitato.

Nell’Omelia il neo-eletto Ministro, riprendendo l’invito del Vangelo: “và, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”, ha ricordato ai frati l’importanza di spogliarsi della propria volontà e dei progetti personali per essere aperti a quelli dell’intera Provincia e che desiderano rispondere alle necessità della Chiesa. Ciò è possibile solo se, all’interno delle fraternità, si cresce nella stima e accoglienza reciproca. “Con tutte le opere – conclude – dobbiamo lodare il Signore e far conoscere a tutti gli uomini che non c’è nessuno Onnipotente eccetto Lui”. P. Ottavi riprende in sostanza le due principali preoccupazioni del Capitolo: vivere una vita fraterna più profonda e offrire una testimonianza di fede più accorata.

Compito del nuovo governo sarà quello di tradurre “operativamente” le indicazioni e i principi ricevuti; la composizione delle  diverse comunità e la forma che prenderanno le nuove proposte per l’evangelizzazione, saranno la risposta alla sfida sempre aperta di tenere vivo il carisma francescano, perché continui a portare frutti di santità per la Chiesa e per il mondo.



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